Scelta consapevole
AI vs automazione classica: quando serve cosa
RPA e automazione AI non sono rivali: sono due strumenti con punti di forza diversi. Scegliere male costa decine di migliaia di euro in licenze per processi che le regole non coprono. Qui trovi la griglia di decisione che usiamo nei progetti — e il caso in cui la risposta giusta è non automatizzare.
| Caratteristica | RPA classica | Automazione AI |
|---|---|---|
| Input | Strutturati (Excel, campi fissi) | Strutturati e non (email, PDF, testo) |
| Eccezioni | Si bloccano o vanno a mano | Gestite con comprensione del contesto |
| Output | Campo per campo | Dati + riepilogo in linguaggio naturale |
| Licenze | Annuali, per bot | Nessuna licenza: costo API a uso |
| Costo progetto | Da 5.000 € (licenze escluse) | Da 1.500 € a flusso |
| Manutenzione | Al cambio di ogni schermata | Al cambio di regole e dati |
| Quando conviene | Volume alto, processo stabile | Processi con dati liberi e casi variabili |
Il caso tipico della scelta sbagliata
Un'azienda compra una piattaforma RPA e scopre che il 40% degli ordini arriva in email e PDF diversi: il bot si ferma, le eccezioni tornano a mano e il progetto muore. La soluzione era partire dalla lettura dei documenti con l'AI e usare regole dove esistevano.
La regola che usiamo
Input stabile e formato fisso → regole o RPA. Input che cambia forma (email, PDF, WhatsApp) o output in linguaggio naturale → AI. Il processo decide lo strumento, mai il contrario.
Domande frequenti
Ti diciamo se serve RPA, AI o niente
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